torna al livello superiore

Destini incrociati

Regia di Sydney Pollack


Random Hearts, USA 1999
Con Harrison Ford e Kristin Scott Thomas


Una locandina
Una locandina
(Link da www.imdb.com)

È un film molto sensuale. L’ambientazione insolita permette di raccontare una differente sessualità.

Due coppie: una è formata da un sergente di polizia (William) e da sua moglie, che lavora in un grande magazzino.

L'altra coppia, socialmente più elevata, è composta da un lui avvocato e da una lei che sta cercando di farsi rieleggere al Congresso (Kay).

L’avvocato e la moglie del poliziotto hanno una storia, vanno ogni tanto a Miami a vivere più intensamente il loro amore e mantengono un appartamentino in città.

Una mattina i due amanti clandestini prendono l'areo per Miami. L’aereo cade e i due muoiono.

Lei risulta sugli elenchi come moglie dell'amante-avvocato, che le sedeva accanto, ma a William basta poco per capire che la donna morta nell’incidente è in realtà la propria moglie.

Kristin Scott e Harrison Ford
Kristin Scott e Harrison Ford

La reazione di William, apparentemente controllata, è in realtà furiosa: si sente deriso come marito e come poliziotto. Ingannato sia sentimentalmente che professionalmente: non aveva sospettato niente!

Kay, l'altra sopravvissuta, pur colpita dalla tragedia sembra meno ferita. Non era più innamorata del marito, la coppia tirava avanti anche per la figlia quindicenne.

William mostra subito una grande curiosità di conoscere Kay. La trova forse meno bella di sua moglie, troppo magra. Però inizia ad andare da lei, a raggiungerla nel parco, quasi a perseguitarla. In un certo senso la contagia con i suoi sentimenti brucianti. Così, quando lui decide di andare a Miami per vedere dove la coppia alloggiava, cosa faceva, Kay lo raggiunge. Lui, è straziante vederlo nell'albergo di lusso, umiliato a veder tutto quello che non poteva offrire alla moglie. Lei, convinta che suo marito amasse la musica classica, è in modo diverso umiliata dalla sensualità dell'ambiente “latino” che il marito cercava.

Lasciano Miami di furia.

Scendono dall'aereo come se non si conoscessero: è in gioco la reputazione di lei come candidata al Congresso.

Key offre a William un passaggio nella propria auto.

Una volta nell’auto, i due si baciano e si stringono disperatamente, affannosamente. Rabbia, eccitazione, vendetta... chissà.

Poi Kay vuole partire, accompagna William e lo congeda considerando chiuso il rapporto.

Lui, più avanti, con un pretesto la riaggancia e la invita a raggiungerlo in una casetta di legno che possiede in montagna.

Qui danno sfogo alla passione. Ognuno dei due si scopre. Si considerano onesti. Si stimano.

Dopo questa parentesi, riprendono le loro vite. Lui viene ferito in azione e finalmente diventa tenente. Lei non riesce a riottenere il suo scanno di congressista. Troppe contraddizioni e troppa insoddisfazione personale.

L'ultimo incontro
L'ultimo incontro

Si incontrano tempo dopo in un aeroporto. Non è un incontro casuale, lui si è informato sugli orari di lei. Permane tra i due quell'intima intesa tenera e sensuale. Lui vorrebbe che lei si fermasse, che prendesse l'aereo seguente. Ma lei non può.

Allora lui propone: e se ti chiamassi, una sera? Se ti dicessi ad esempio andiamo al cinema?

Lei appoggia la testa sul suo petto e acconsente.

I due si lasciano.


Lei, Kristin Scott, non è una tipica bellezza hollywoodiana. È molto magra e si veste in modo dimesso, si pettina come una studentessa di una volta.

Lui sì è bello, e per giunta capace di mostrare una sensualità tenera, per nulla “effeminata”.

Il film si basa interamente su questo feeling tra i due. La vicenda è un pretesto.

Si guarda, e poi lo si riguarda, per questi gesti quasi brutali ma mai brutali, per questa violenza nel sesso che non è mai vera violenza. Ed è abbastanza insolita questa stima reciproca che nasce dalla sessualità.

Lei non si agghinda in modo particolare per l’appuntamento galante. Anche la biancheria è quella di una ragazzina. Per non parlare della pettinatura, capelli lisci e corti. I vestiti? Semplici camicette e pullover.

Un abbigliamento che risulta particolarmente erotico, senza pizzi troppo visti e quindi abusati. Come se un uomo si eccitasse solo attraverso questi fronzoli.

Un film quasi didattico, che invita a scoprire nuove dimensioni della sensualità.

Elena Fogarolo*

* Questa recensione è tratta da una bozza scritta da Elena nell’autunno 2014 e non rivista da lei.

torna al livello superiore