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The Hours

Regia di Stephen Daldry


The Hours, USA 2002
con Nicole Kidman, Julianne Moore, Meryl Streep, Ed Harris


Una locandina
Una locandina
(Link da upload.wikimedia.org)

Il film racconta le storie di tre donne che vivono in tempi diversi e in luoghi lontanissimi uno dall’altro, e che si intrecciano attraverso un esile filo: il libro di Virginia Woolf dal titolo La signora Dalloway .

Vediamo all’inizio Virginia Woolf nel 1923, nella casa di campagna di Richmond. È interpretata da Nicole Kidman. La scrittrice sta cercando di dar forma e inizio al libro citato. Il pavimento è ricoperto da fogli stracciati, tentativi scartati.

Poi ci spostiamo nella Los Angeles del 1951. La protagonista di questa seconda vicenda è una casalinga sull’orlo del tracollo con progetti di suicidio: Laura Brown, interpretata da Julianne Moore. Laura sta leggendo La signora Dalloway .

E infine nel 2001 ci imbattiamo a New York in Clarissa Vaughan, una donna che, come la signora Dalloway, si sta dando da fare per organizzare una festa. La festa è per il suo amico ed ex amante Richard, poeta e romanziere malato di AIDS che è stato insignito di un premio prestigioso. Richard chiama, tra l’affettuoso e il dispregiativo, “signora Dalloway” l’amica indaffarata nei preparativi.


Nicole Kidman nei panni di Virginia Woolf
Nicole Kidman nei panni di Virginia Woolf
(Link da media-3.web.britannica.com)

L’interpretazione di Nicole Kidman è straordinaria. Ha sopportato la tortura di un naso finto e il maquillage conseguente. Però quello che proprio strabilia è la scena del suicidio. Nei contenuti extra del DVD vediamo una ripresa non ancora ritoccata con gli effetti speciali: la Kindman scende nel fiume protetta da due funi d’acciaio che impediscono alla corrente di trascinarla via. Diciamo pure che l’attrice si disimpegna perfettamente in un’interpretazione che, anche solo dal punto di vista tecnico e del coraggio, merita gli applausi. Per questo film ha ricevuto un oscar come migliore protagonista.

La mia preferita però rimane Julianne Moore, nei panni di Laura, la casalinga imprigionata nella sua bella casa dei suburbi.

Laura prepara la torta
Laura prepara la torta
(Link da themovierat.files.wordpress.com)

C’è un tremito nel suo vivere, un tremito col marito, col figlio...

Laura è una pessima cuoca. Non si destreggia con la torta che vuole fare per il compleanno del marito.

Viene derisa benevolmente da un’amica, butta via la prima torta e ne prepara un’altra. Che non riuscirà magnifica, ma sufficiente per una cenetta familiare.

Il marito è un buon uomo. Quando era in guerra pensava sempre a lei, a Laura, quella ragazza timida e un po’ strana, che lui quasi nemmeno conosceva ma che vedeva spesso a scuola e gli suscitava un forte sentimento di protezione...

Laura, dopo il matrimonio, gli ha dato un primo figlio ed è incinta del secondo.

Nella stessa giornata del compleanno del marito, Laura si reca in un albergo con l’intenzione di suicidarsi con i sonniferi. Cambia repentinamente idea e torna a casa, a recitare la pantomima della famigliola felice.

“Una giornata perfetta”, ripete soddisfatto il marito alla sera.

La notte, vediamo Laura in bagno, che prende tempo. Il marito, dalla camera, la sollecita con gentile insistenza perché lo raggiunga a letto. Senza tanti drammi e tante parole, l’attrice esprime alla perfezione il ribrezzo che questo lavoro notturno le suscita.

Avevamo lasciato Clarissa (Maryl Streep) immersa nei preparativi di una festa.

Alla fine la festa non si farà perché Richard, l’amico che si doveva festeggiare, si è ucciso gettandosi da una finestra.

Clarissa sta buttando via tutto quel che doveva servire per la sua splendida cena ed ecco che si presenta... Laura. Clarissa l’aveva contattata per telefono.

Laura è la madre di Richard Brown, il suicida. L’avevamo lasciata 50 anni prima in una casa dei suburbi. È molto invecchiata.

Laura racconta la sua versione degli eventi. Non poteva reggere quella vita. Dopo il tentativo di suicidio in albergo, aveva promesso a se stessa che avrebbe sopportato fino alla nascita del secondo figlio. Poi se ne sarebbe andata.

Di quella fuga, il figlio Richard non l’ha mai perdonata.


Clarissa con la figlia
Clarissa con la figlia
(Link da flickfeast.co.uk)

Si crea presto un’atmosfera calda e solidale fra Laura, Clarissa e la sua famiglia (la figlia e la compagna di Clarissa).

C’è catarsi, anche se non il genere di catarsi che di solito conclude una trama.

Il figlio che tanto odiava la madre si è suicidato poche ore prima. Sarà ora Clarissa che assumerà il compito di assolvere la madre, di “perdonarla” al posto del figlio e, soprattutto, di comprenderla.

Laura, la madre tanto odiata dallo scrittore di successo, ha esercitato la propria libertà.

Si presume che Richard, che a un certo punto ha seguito la propria inclinazione omosessuale, non abbia rispettato i ruoli tradizionali del suo sesso. Anche sua madre non ha rispettato i ruoli tradizionali del proprio sesso. Ma l’uomo intelligente e anticonformista non arriva a comprendere che sua madre aveva il suo stesso diritto di scelta.

Elena Fogarolo*

* Questa recensione è tratta da una bozza scritta da Elena nell’autunno 2014 e non rivista da lei.

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